AREA MARINA PROTETTA - PORTO CESAREO

PORTO CESAREO
______1935_______
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MARINA-MUSEO-PARCO
TORRE CHIANCA - COLONNE ROMANE
 
AREA MARINA PROTETTA
 
L'Area Marina Protetta di Porto Cesareo è dislocata nella parte orientale del golfo di Taranto che costituisce la zona più settentrionale del mare Ionio. La superficie marina occupata è di circa 17.000 ettari, si distende per circa 18 Km. lungo la costa del comune di Porto Cesareo e per circa 6 Km. lungo la costa del comune di Nardò.
L'area marina protetta di Porto Cesareo è stata istituita con decreto del Ministero dell'Ambiente del 12 dicembre 1997, essa si distende fino a circa 7 miglia dalla costa, tra Punta Prosciutto e Torre Inserraglio ed è suddivisa in zona A, B e C.
Zona A (riserva integrale)
mare antistante la penisola della strea per una distanza di circa 500 metri dalla costa, segnalata da apposite boe gialle con luce gialla intermittente a mare e pali gialli con luce gialla intermittente a terra. Sono Vietati:
la navigazione, l'accesso, la sosta di qualsiasi natura, la pesca professionale e sportiva e tutte quelle attività che possono comunque danneggiare i programmi di ricerca scientifica e studio.
Zona B (riserva generale)
comprende un tratto di mare rettangolare adiacente alla zona "A" presso Sant'Isidoro ed un tratto di mare triangolare a largo di punta Prosciutto e sono vietati:
l'ancoraggio, la pesca subacquea, la caccia, la cattura il danneggiamento di qualsiasi specie animale o vegetale.
sono consentiti:
l'accesso e la navigazione delle  imbarcazioni autorizzate, purchè a velocità inferiore a 10 nodi, la balneazione, le attività subacquee se compatibili con al tutela ambientale, la pesca con canna e lenza , secondo le disposizioni dell'ente di gestione.
Zona C (riserva parziale)
costituita dalla restante parte dell'area marina protetta, ad esclusione del tratto di mare prospicente la piccola citadina e le darsene per lo svolgimento delle attività portuali.
Sono vietati:
l'ancoraggio, l'ormrggio non regolamentato, la pesca subacquea, e in genere tutte le attività che possono alterare l'ambiente naturale.
sono consentiti:
l'accesso, il transito, l'ormeggio alle apposite strutture, la balneazione, le attività subacquee compatibili con la tutela ambientale.
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